Stefano Vella all’eastwest Coffee: l’HTA europeo abilita accesso e innovazione

L’Europa imprime un’accelerazione alla valutazione condivisa delle tecnologie sanitarie, intervenendo su farmaci, governance e sostenibilità.
Il nuovo framework normativo europeo in materia di Health Technology Assessment (HTA) e i suoi impatti su accesso ai farmaci, sostenibilità dei sistemi sanitari e competitività industriale sono stati al centro dell’eastwest Coffee, tavola rotonda presieduta da Giuseppe Scognamiglio.
L’incontro, “Come navigare nella complessità delle nuove regulation europee sul farmaco”, ha visto Stefano Vella come ospite d’onore. Nel suo intervento ha tracciato gli sviluppi chiave del quadro regolatorio UE, evidenziando come l’entrata in vigore del regolamento HTA (gennaio 2025) stia ridefinendo il rapporto tra innovazione, valutazione scientifica e decisione pubblica, con impatti diretti su ricerca e mercato.
“L’HTA è uno strumento chiave per misurare il valore reale dell’innovazione terapeutica. Il tema farmaco è anche politico e il Covid ha dimostrato l’importanza dell’efficienza istituzionale multilivello”, ha dichiarato Vella.
Dal confronto è emerso un cambio strutturale: le valutazioni cliniche congiunte UE ridurranno frammentazione e duplicazioni, accelerando l’accesso alle terapie. Il modello prevede implementazione progressiva, partendo da oncologia e malattie rare.
Restano centrali le competenze nazionali su prezzo e rimborso. Le priorità emerse: governance multilivello, sostenibilità e attrattività per l’innovazione. Per l’Italia, il nodo resta la frammentazione regionale e i tempi di accesso.
L’HTA si configura come leva strategica non solo tecnica ma anche industriale e sanitaria, richiedendo un approccio integrato tra istituzioni, industria e comunità scientifica.



